 |  |  | Sumo |  |
L’origine del Sumo (lotta di forza) risale alla leggenda : ai tempi dell’imperatore Suinin (vissuto a cavallo della nascita di Cristo) era lotta pericolosissima e talora mortale: regolamentato da Nomi-no- Sukume si trasformò in forma di addestramento militare, diventando un rito vero e proprio con cerimoniale (shikiri) tuttora rispettato, con lancio purificatorio di sale e battuta di piedi a terra per scacciare gli spiriti maligni. I lottatori (“sumotori”) indossano soltanto un perizoma (mae-tate-mitsu) ed una grossa cintura (mawashi). L’area di combattimento (doliyo) è un cerchio del diametro di 4 metri e settanta: vince il combattimento, talora brevissimo, chi costringe l’avversario a toccare il tappeto oppure ad uscire fuori dell’area di gara.
Una vicenda dagli aspetti agonisti semplicissimi e quasi sempre istantanea, senza tatticismi e con tecniche apparentemente elementari: eppure è uno sport che affascina i giapponesi ed interessa anche gli altri osservatori. Il suo segreto risiede probabilmente proprio nella semplicità di scontro repentino e violento di uomini potentissimi. Nell’immaginario collettivo il Sumo è lo sport dei giganti che, partendo da una posizione fissa che li pone faccia a faccia, si lanciano repentinamente l’uno contro l’altro con tutta la forza d’urto delle loro possenti masse muscolari. Nella versione agonistica adottata dall’Occidente e pertanto anche dall’Italia sono previste 4 categorie di peso. |
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